Il disagio adolescenziale nella prospettiva di Matteo Lancini
26 Marzo 2026
Il disagio adolescenziale nella prospettiva di Matteo Lancini
26 Marzo 2026
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Adolescenza e costruzione dell’identità tra Bowen e Lancini

L’adolescenza è una fase di sviluppo complessa e profondamente trasformativa, in cui i ragazzi attraversano cambiamenti importanti sul piano corporeo, emotivo, cognitivo e relazionale. E’ qui che si costruisce l’identità personale e si ridefiniscono i rapporti con la famiglia, con i pari e con il mondo esterno.

Dal punto di vista psicologico, l’adolescenza rappresenta il momento in cui il giovane è chiamato a trovare un equilibrio delicato tra autonomia e appartenenza: il bisogno di diventare sé stesso senza perdere il legame con le figure affettive più importanti.

Per comprendere questo processo di crescita provo ad azzardare un’integrazione tra due prospettive teoriche significative:

  • la teoria della differenziazione del Sé elaborata da Murray Bowen
  • la lettura dell’adolescenza proposta dallo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini.

Differenziazione e costruzione dell’identità adolescenziale

Integrando la prospettiva di Bowen con quella di Lancini emerge, secondo me, un punto centrale: l’adolescenza è il momento in cui il giovane riorganizza il proprio legame con la famiglia.

Il processo di crescita non consiste semplicemente nel distaccarsi dai genitori, ma nel costruire una nuova forma di relazione:

  • meno dipendente
  • più autonoma
  • ma ancora emotivamente significativa

Quando il processo di differenziazione del Sé incontra ostacoli, il disagio può manifestarsi attraverso sintomi o comportamenti problematici. Comprendere questi segnali significa guardare oltre il comportamento visibile e interrogarsi sul bisogno emotivo e relazionale che l’adolescente sta cercando di esprimere.

Genitori, insegnanti ed educatori svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere il percorso di crescita degli adolescenti e per favorire lo sviluppo dell’autonomia è importante che gli adulti riescano a:

  • mantenere una presenza stabile e affidabile
  • tollerare il conflitto senza viverlo come un fallimento educativo
  • offrire ascolto e comprensione
  • lasciare spazio alla sperimentazione e all’errore.

Quando l’adolescente si sente visto, riconosciuto e ascoltato, diventa più facile affrontare le difficoltà legate alla costruzione della propria identità.

Bibliografia:

BOWEN M., (1979), Dalla famiglia all’individuo. La differenziazione del sé nel sistema familiare.
Tr.it. Astrolabio, Roma 1979.

LANCINI M. (2023), Sii te stesso a modo mio. Essere adolescenti nell’epoca della fragilità adulta.
Raffaello Cortina Editore, Milano 2023.

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